Precision Tuning Centre di Prince

E’ giunto il momento di mettere insieme i concetti espressi nelle due pagine precedenti, vale a dire il peso e il bilanciamento, e di introdurre un concetto, quello di inerzia (Swingweight).Per il momento, però, mettiamo da parte il bilanciamento e ciò che accade quando sono coinvolte le racchette, e occupiamoci dell’inerzia lineare.

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L’inerzia è la capacità di un corpo di opporsi alle variazioni del suo stato di moto o di quiete; essa ci dice quanto il corpo è in grado di mantenere il suo movimento iniziale o quanto sia difficile da parte di un altro corpo modificare lo stesso stato di moto. L’inerzia di un corpo è legata alla massa. La massa indica la quantità di materia che un corpo possiede; poiché tutti gli eventi di cui ci occupiamo avvengono nel sistema di riferimento rappresentato dalla Terra, la massa può essere considerata equivalente al peso.

Se immaginiamo due corpi che si scontrano frontalmente, come due palline da tennis, o meglio una palla più grande come un pallone da calcio che si scontra con un pallina da tennis, per conoscere il risultato dello scontro dobbiamo considerare il peso e la velocità di entrambi.

Secondo la meccanica, l’energia cinetica è uguale alla metà della massa per la velocità al quadrato. Se si vuole colpire la pallina con una grande energia, occorrerà dunque colpirla con un corpo che abbia una massa e una velocità elevate. E qui si torna alla regola di Jack Kramer, che vuole che si scelga la racchetta più pesante che si riesca a manovrare con facilità (perché altrimenti la massa sarebbe sì elevata, ma non avremmo abbastanza forza per velocizzarla).

Carolina_Kostner-trottolaDal momento però che la racchetta non è un corpo sferico come un pallone da calcio, o comunque un corpo che si muova con moto lineare, per conoscere la sua capacità di trasferire energia sulla pallina non dobbiamo considerare l’inerzia lineare, né per conoscere l’energia sprigionata in un colpo dobbiamo riferirci alla velocità lineare, perché siamo di fronte ad un corpo che ruota intorno ad un asse e dunque ha unmoto angolare, per cui non sarà indifferente la distribuzione della sua massa.

Infatti, la racchetta ruota intorno alla mano che la impugna, così che le parti più lontane dall’asse di rotazione si muoveranno ad una velocità lineare maggiore (la velocità angolare è la stessa per tutta la racchetta).

Quindi, per essere precisi, quando ci si riferisce alle racchette da tennis, più che di inerzia si dovrebbe parlare di momento di inerzia, perché siamo di fronte ad un’inerzia non lineare ma rotazionale.

Il momento di inerzia della racchetta, come quello di tutti i corpi in rotazione, è dato dalla somma della massa presente in tutti i punti della sua lunghezza; le parti più distanti dall’asse di rotazione avranno però un’importanza maggiore, perché essendo più distanti da esso si muoveranno ad una velocità maggiore, mentre quella parte del manico che si trova sopra o vicino all’asse di rotazione sostanzialmente non incide sull’inerzia della racchetta. Da questo si può intuire come l’inerzia rotazionale dipende dall’asse di rotazione che si prende in considerazione. Lo stesso corpo può avere una diversa inerzia rotazionale a seconda del modo con cui lo si fa ruotare: l’esempio più tipico è quello del martello, che fatto ruotare impugnandolo per il manico è decisamente più pesante, ma anche più potente, che se preso per la testa.

Analogamente a quella lineare, l’inerzia rotazionale esprime la resistenza che la racchetta riceve al cambiamento nel suo stato di quiete o moto, per cui una racchetta con inerzia elevata avrà un’elevata capacità di imprimere energia alla pallina, ma sarà anche più difficile accelerarla e muoverla nelle diverse direzioni, quando viene tenuta per il manico. Il termine inglese esprime il concetto più chiaramente: l’inerzia, o swingweight, indica il “peso nello swing”, come il peso puro e semplice indica il peso statico, cioè la fatica che richiede la racchetta nel tenerla in posizione verticale o per il centro di massa. Considerare l’inerzia come un fattore di resistenza, ci fa capire come sia ottimistico pensare che una racchetta dotata di maggiore inerzia sia di per sé capace di generare più potenza.

Due racchette dello stesso peso possono avere un’inerzia diversa, se hanno un bilanciamento diverso. Le case costruttrici giocano su questi due elementi, peso e bilanciamento, per produrre attrezzi dalle caratteristiche diverse, anche se ci sono dei chiari limiti, di carattere generale e individuale: se l’inerzia è troppo bassa la racchetta è molto maneggevole ma diventa difficile produrre colpi di una certa potenza, mentre se l’inerzia è troppo elevata, diventa troppo stancante per il braccio.

All’inizio di questa pagina abbiamo detto che l’inerzia in una racchetta dipende dal suo peso e dal suo bilanciamento, cioè dal punto in cui si trova il centro di massa, ma poi è emerso che per essere più precisi si dovrebbe considerare l’effettiva distribuzione del peso nella racchetta, che potrebbe presentare delle variazioni dovute a restringimenti o allargamenti del profilo del telaio, all’aggiunta di materiali più pesanti in certe zone del telaio, ad eventuali strisce di piombo aggiunte per personalizzare la racchetta, ecc.

Come regola generale, tra due racchette dello stesso peso e della stessa lunghezza, quella con il bilanciamento più avanzato avrà un’inerzia maggiore.

Non bisogna comunque credere che l’inerzia sostituisca interamente il dato del peso in una racchetta. L’inerzia indica la resistenza che la racchetta oppone all’essere ruotata intorno all’asse di rotazione che si trova intorno alla mano, ma a ben guardare la dinamica del colpo, si verifica un movimento complesso che comprende diversi assi di rotazione, perché il giocatore utilizza tutte le articolazioni di cui dispone (il  piede, il ginocchio, l’anca, la spalla, il gomito, il polso); comunque, con buona approssimazione si può considerare l’asse di rotazione del movimento principale come posizionato a circa 10-20 centimetri oltre l’inizio del manico. Inoltre, il movimento di rotazione non è l’unico movimento che viene compiuto: oltre ad essere ruotata, la racchetta viene anche spinta in avanti con l’intero braccio, e dunque il dato del peso rimane comunque interessante per conoscere la maneggevolezza e la stabilità all’impatto della racchetta.

2 – Misuriamo l’inerzia

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L’inerzia nelle racchette viene calcolata in chilogrammi per centimetro quadrato (kg/cm2), anche se normalmente viene presentata come cifra senza specificazioni.

L’inerzia delle racchette viene misurata da macchine (come l’RDC o Racket Diagnostic Center, della Babolat) in grado di misurare l’inerzia di una racchetta, facendola oscillare e misurando il periodo di oscillazione della racchetta come se fosse un pendolo. La racchetta viene fatta oscillare intorno a 10 centimetri dall’inizio del manico, riproducendo una situazione che si verifica nei colpi a due mani, nei quali l’asse di rotazione si trova tra le mani stesse. Nella realtà, si osserva come nel servizio la racchetta venga spesso impugnata più in fondo per aumentare la leva, e dunque l’asse di rotazione si trova a circa 5 centimetri dall’inizio del manico, mentre nei colpi a una mano si trova a circa 7 centimetri. In realtà il motivo per cui si calcola l’inerzia in questo modo, è che per farla ruotare come un pendolo è necessario legarla in qualche modo al macchinario.

Occorre ricordare che in genere i produttori comunicano l’inerzia del telaio non incordato(dato che spesso si può leggere nel telaio stesso), mentre i tester delle riviste cartacee e online misurano l’inerzia posseduta dalla racchetta incordata, che è superiore al primo dato di circa 25-30 kg/cm2, con delle piccole variazioni che dipendono, come accade per il bilanciamento, dal tipo di corde che si montano (che possono essere più o meno spesse, di diverso materiale, e dunque più o meno pesanti) e dall’ampiezza del piatto corde (che può comportare l’uso di una maggiore o minore quantità di corde). Anche l’eventuale uso del gommino antivibrazioni e dell’overgrip, influendo sul peso finale, possono modificare leggermente l’inerzia della racchetta.

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3 – Effetti dell’inerzia

Come accadeva per il peso, all’interno del normale range di inerzia posseduta dalle racchette agonistiche attualmente in commercio,non ci sono grosse differenze nella capacità di produrre colpi potenti. Infatti, come per il peso, anche per l’inerzia va detto che al di sopra di un certo valore, essa influisce più sul controllo che sulla potenza: entro certi limiti è possibile ottenere lo stesso risultato in termini di velocità di palla, accelerando maggiormente una racchetta con meno inerzia (che del resto oppone meno resistenza), o velocizzando meno una racchetta con più inerzia (che opponendo una maggiore resistenza sarà più difficile da accelerare).

Un’inerzia elevata aumenta la stabilità torsionale, cioè riduce lo shock dato dal movimento a giro di vite che si verifica quando la palla viene colpita al di fuori dell’asse longitudinale.

Poiché però un bilanciamento elevato aumenta in generale lo shock, dato dal contraccolpo che si scarica sul braccio, occorre fare attenzione a che il dato di inerzia non sia dovuto tanto al bilanciamento spostato verso la testa, ma soprattutto al peso totale della racchetta.

In genere, i giocatori professionisti giocano con racchette dall’elevato valore di inerzia (in genere superiore a 350, ma a volte persino ai 370 kg/cm2).

Il consiglio: scegliete una racchetta che abbia una buona inerzia, almeno di 315 kg/cm2 (290 non incordata). Scegliete una racchetta dotata di un’inerzia elevata, purché il peso sia compatibile con le vostre possibilità, e il bilanciamento non sia spostato verso la testa (v. le pagine corrispondenti).

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